La donazione di organi, tessuti e cellule

La donazione di organi, tessuti e cellule è un gesto di grande umanità, che può salvare molte vite. In Italia, può avvenire solo con il consenso espresso dal donatore in vita o, in sua assenza, da parte dei familiari più prossimi.

Quando avviene la donazione

La donazione è possibile solo dopo la dichiarazione di morte encefalica, ovvero la cessazione irreversibile di tutte le funzioni cerebrali, certificata da una commissione medica indipendente.

Le cause possono essere:

  • 🧠 Traumi cranici gravi (incidenti, cadute)
  • 🩸 Emorragie cerebrali, ictus o aneurismi
  • ⏱️ Arresto cardiaco prolungato con danni irreversibili al cervello

La donazione avviene in ospedale, solitamente nel reparto di rianimazione. In queste situazioni, il paziente è mantenuto in vita da macchinari per consentire il prelievo degli organi.

Coma e stato vegetativo non sono morte

È importante sapere che il coma, anche se profondo, non equivale alla morte cerebrale. Nei pazienti in stato vegetativo, alcune funzioni cerebrali restano attive: per questo non possono essere donatori di organi.

Lo stesso vale per chi muore per cause naturali o patologie croniche.

Come funziona la legge italiana

In Italia, la legge tutela in modo scrupoloso il processo di donazione:

  • 🔍 L’accertamento di morte encefalica è regolato dal DPR 573/1993
  • 🫀 La donazione è disciplinata dalla Legge 91/1999
  • 🕒 Sono previste 6 ore di osservazione continuativa, con esami ripetuti da tre medici indipendenti, non coinvolti nel trapianto

Chi può donare?

Non ci sono limiti assoluti di età o condizioni di salute che escludano la donazione. Saranno i medici rianimatori a valutare l’idoneità dei singoli organi, tessuti o cellule.

“Mai avrei pensato di aver bisogno di un trapianto. Pensavo che a me non sarebbe mai successo. Eppure, quel dono mi ha ridato la vita.”

Dietro ogni donazione c’è una storia, un nuovo inizio, una famiglia che torna a sperare. Per questo la donazione è un atto d’amore, oltre che di civiltà.